Le termoresistenze sono sensori
caratterizzati da un filamento di un unico metallo,
tipicamente il Platino o il Nichel, la cui resistenza
elettrica è, a parità di altre
circostanze, unicamente funzione della temperatura
a cui si trova il filamento stesso.
Le termoresistenze, note anche come RTD dall'acronimo inglese Resistance
Temperature Detector, sono sensori di temperatura che
sfruttano la variazione della resistività di
alcuni materiali al variare della temperatura.
In particolare per i metalli esiste
una relazione lineare che lega resistività e
temperatura:
![\rho (T) =\rho_0 \cdot [1+\alpha (T-T_0)]](/image/clip_image001.gif)
dove:
T è la temperatura,
ρ(T) è la
resistività del materiale alla temperatura T,
ρ0 è la
resistività del materiale alla temperatura T0 e
α un coefficiente che
dipende dal materiale.
Sfruttando la relazione che
lega resistenza e resistività (tramite
la sezione S e la lunghezza L del conduttore):

si ottiene:
![R(T) =R_0 \cdot [1+\alpha (T-T_0)]](/image/clip_image003.gif)
In realtà la scelta
del componente è un po' più complessa,
poiché anche la sezione e la lunghezza
del conduttore aumentano con la temperatura,
ma in modo molto meno significativo, ma proporzionale
ad un opportuna scelta del materiale. Sfruttando
quest'ultima relazione si può dunque risalire
alla temperatura a partire da una semplice misura
di resistenza.
Esistono in commercio diversi
tipi di termoresistenza, generalmente abbastanza
resistente agli agenti corrosivi, con un buon
range di temperatura (anche se inferiore a quello
delle termocoppie) e
soprattutto un'ottima linearità. Molto
diffusi sono le cosiddette PT100 e PT1000,
ovvero termoresistenze a filamento in platino
in cui la resistenza del filamento alla temperatura
di 0°C è pari
rispettivamente a 100 Ω -1000 Ω.
La caratteristica dei conduttori è quella
di aumentare la propria resistenza all'aumento
della temperatura, quella dei semiconduttori è opposta
ossia produce una diminuzione della resistenza
all'aumento di temperatura. Esistono tuttavia
particolari trattamenti definiti tecnicamente drogaggio,
che modificano la struttura atomica dei semiconduttori
e li rendono soggetti alla temperatura in modo
analogo ai conduttori (nei confronti del passaggio
di corrente) ma molto più sensibili alle
variazioni. Poiché tanto più è alta
la resistenza di un materiale tanto maggiore è l'effetto
Joule (che produce una dissipazione di energia
sotto forma di calore) e quindi caduta di tensione
agli estremi dell'elemento attraversato da corrente,
proporzionalmente alla variazione di tensione
agli estremi dell'elemento è possibile
risalire alla temperatura dell'ambiente o liquido
in cui si trova il termistore. Ciò è possibile
essendo noto il coefficiente di variazione della
resistenza, specifico per ogni materiale, il
quale consente il calcolo ad una determinata
temperatura e di conseguenza il calcolo approssimativo
della temperatura.
Termometro
a resistenza ( Termoresistenza)
Nello
stesso periodo in cui Seebeck scoprì l'effetto
termoelettrico sir W. Davy scoprì che
la resistività dei metalli è dipendente
dalla temperatura. Cinquant'anni dopo sir.
W. Siemens usò del platino come elemento
in un termometro a resistenza.
La
sua scelta si dimostrò molto accurata,
in quanto il platino è ancora usato
in tutti i termometri a resistenza di precisione.
Termistore
Come
la termoresistenza anche il termistore varia
la sua resistenza con la temperatura.
I termistori sono dispositivi
per il rilevamento della temperatura utilizzati
in applicazioni soprattutto industriali e di
automazione. Sfruttano il noto principio conosciuto
come effetto
Joule, secondo il quale al
variare della temperatura varia anche l'opposizione
di un materiale (conduttore o semiconduttore)
al passaggio della corrente
elettrica (cioè la resistenza).
I
termistori sono generalmente composti di materiali
semiconduttori; possono avere il coefficiente
di temperatura positivo oppure negativo, cioè la
loro resistenza diminuisce all'aumentare della
temperatura. I termistori sono estremamente
non lineari, di conseguenza non sono state
standardizzate le curve come per le termoresistenze
e termocoppie.
Come le termoresistenze seguono
dunque questo principio, ma la principale differenza
sta nel materiale che effettua il rilevamento:
- le termoresistenze sono composte da materiali
conduttori metallici (per esempio platino);
- i termistori sono composti da materiali semiconduttori.
|
T
/ C |
RTD |
THERMISTOR |
advantages |
-
Self-powered
-
Simple
-
Rugged
-
Inexpensive
-
Wide variety
-
Wide temperature range |
-
Most stable
-
Most accurate
-
More linear than thermocouple |
-
High output
-
Fast
-
Two-wire ohms measurement |
disavantages |
-
Non-linear
-
Low voltage
-
Reference required
-
Least stable
-
Least sensitive |
-
Expensive
-
Current source required
-
Small D R
-
Low absolute resistance
-
Self-heating |
-
Non-linear
-
Limited temperature range
-
Fragile
-
Current source required
-
Self-heating |
|