Canne, l’antica città non lontana da Barletta, presso la riva destra dell’Ofanto, mantenne una sua importanza anche Medioevo, essendo sede vescovile. Roberto il Guiscardo, nella seconda parte del XI secolo, ha creato nel Sud d’Italia il suo regno normanno, continuamente insidiato da ribellioni locali fomentate dell’imperatore d’Oriente, è durante una di queste, capeggiata dal conte Ermanno di Canne, che le truppe del Guiscardo sconfiggono nel 1083, seminando la distruzione nella città.
In questo contesto storico, compare Ruggero, il cui nome fa pensare a un’origine normanna.
Non esistono altre fonti storiche certe su nascita e gioventù: l’unica è quella della sua nomina a vescovo di Canne successiva al disastro del 1093, in un tempo privo di speranze e con il flagello endemico della guerra che scoraggia anche la volontà di ricostruire.
Ruggero, caratterizza la sua missione primaria, come emerge da una fonte popolare del XV secolo sulla sua vita, alla sopravvivenza della popolazione Cannense.
L’Episcopio di Ruggero diventa "un puro ospitio che sempre stava aperto de nocte et de giorno ad alloggiare le viandanti et le pellegrini, et le vidue et le pupilli (orfani)". L’ignoto autore descrive unl vescovo Ruggero che "andava scalzo con lo pede nudo per quelle campegne cercanno le limosine per li poveri".
Soccorritore instancabile, avoca a se anche compiti dell’autorità civile in quel crollo delle istituzioni. Altra fonte storica accertata è quella di due papi consecutivi, Pasquale II e Gelasio II (in carica dal 1099 al 1119) che ricorrono al suo consiglio e alla sua esperienza in questioni di diritto, per dirimere liti e sedare rivalità tra ecclesiastici e comunità, in una Chiesa instradata verso una riforma caratterizzata da difficoltà enormi al suo interno.
Il nome di Ruggero, per un certo periodo, fu collegato a leggende che facevano di lui un vescovo del V secolo. Solo verso la fine dell’800, grazie ad accurati studi storici di don Nicola Monterisi, viene definita la figura storica del Vescovo Ruggero il futuro arcivescovo di Salerno.
A Ruggero si attribuiscono già miracoli in vita, e dopo la morte (collocata al 30 dicembre 1129) è la voce popolare a proclamare subito la sua santità.
Dapprima egli viene sepolto nella cattedrale di Canne.
Ma ormai gli abitanti che restano nella cittadella si staccano da essa in modo inarrestabile e Canne non è più in grado di risorgere. I cannensi , e anche i vescovi successori di Ruggero, si trasferiscono gradatamente a Barletta, dove nel XIII secolo vengono traslati i resti, considerati reliquie del santo: inizialmente nella Cattedrale di Santa Maria Maggiore e successivamente presso il monastero benedettino di Santo Stefano, che poi si chiamerà di San Ruggero, venerato come vescovo di Canne e protettore di Barletta.
L'emblema di San Ruggero, oltre al bastone pastorale, è anche l'aquila, perchè la tradizione vuole che un volatile abbia fatto ombra al santo con le sue ali durante un viaggio.